Page 6 - esami_strumentali
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Presenza di disturbi

                del ritmo cardiaco
         Esami strumentali:   quali, quando e a chi?  Il paziente che si presenta con un




                disturbo del ritmo cardiaco può riferire
                sintomi di natura molto diversa: senso di
                “assenza del battito”, dispnea di durata più
                o meno importante, vertigine, sincope,
                cardiopalmo/palpitazioni. Per avere
                idea della problematica di fronte a cui ci
                troviamo è fondamentale una ricostruzione
                dettagliata dei sintomi, della loro durata,
                della modalità di presentazione del disturbo,
                se accompagnato più o meno da sintomi
                prodromici e il grado di sensibilità del
                paziente alla sintomatologia. Gli strumenti
                che abbiamo per eseguire una corretta
                diagnosi del problema sono gli esami
                strumentali:

                    L’ECG dinamico Holter delle 24 ore:
                  esame di prima esecuzione in quasi
                  tutti i disturbi del ritmo cardiaco, sia a
                  carattere tachiaritmico che bradiaritmico.
                  È molto utile in quei casi in cui il disturbo
                  sia quotidiano (o si ripeta anche più volte
                  durante la giornata) e sia facilmente
                  riproducibile dal paziente stesso.
                    L’ECG dinamico Holter di lunga durata
                  (48 h, 7 gg, 15 gg, ecc…): da effettuarsi
                  quando il disturbo si verifica con una
                  frequenza non quotidiana ma comunque
        Utilizza il servizio “L’Esperto Risponde”: www.periltuocuore.it/espertorisponde    Loop recorder: monitoraggio di durata
                  non rara per cui un monitoraggio
                  prolungato è consigliabile.

                  lunghissima in situazioni in cui il disturbo,
                  sia esso di carattere tachicardico sia di
                  carattere sincopale e/o lipotimico, tende
                  a presentarsi ogni 4-5 mesi per cui non


              6   identificabile con monitoraggi brevi.
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